Viadotto Bisagno, Botto (M5S) a Bucci: “Cade di tutto, serve un’ordinanza”

Viadotto Bisagno, Botto (M5S) a Bucci: “Cade di tutto, serve un’ordinanza”

La senatrice chiede interventi immediati: “Bisogna mettere in sicurezza i cittadini”

Dopo la lama di un flessibile piombata sulla zona delle Gavette, la senatrice del Movimento 5 Stelle Elena Botto ha pubblicato un video con un messaggio al sindaco Marco Bucci: “La lama è caduta proprio dove pochi giorni fa ho fatto un sopralluogo. È necessario mettere in sicurezza il ponte per i cittadini, non è possibile abitare sotto un ponte che perde pezzi. Questa cosa va oltre la staticità del ponte, invito il sindaco Bucci a fare un’ordinanza per mettere in sicurezza i cittadini. La gente non può vivere nel terrore di veder cadere bulloni e lame dal cielo“. Aspi ha annunciato che un’insieme di enti terzi prenderà il posto di Spea per monitorare le zone a rischio, una novità che non accontenta la Botto: “Autostrade si affiderà ad un gruppo di esterni per mettere in sicurezza i viadotti. Ma a me questo non basta, perché autostrade ha ammesso che c’è un pericolo per i cittadini e non è stato ancora fatto nulla. Il viadotto Bisagno merita di essere attenzionato. Si è rotto un rapporto di fiducia, lo stato di conservazione è inquietante, ci sono i fiumi che passano sotto i piloni, è una cosa grave“.

Fonte: Telenord

Procedere senza se e senza ma con la revoca delle concessioni autostradali ad Aspi.

Procedere senza se e senza ma con la revoca delle concessioni autostradali ad Aspi.

Procedere senza se e senza ma con la revoca delle concessioni autostradali ad Aspi.

Dopo il sopralluogo che ho effettuato sotto al viadotto Bisagno accompagnata dai residenti, non ho potuto che ribadire la nostra richiesta davanti alle telecamere di Genova24.

Seguo da tempo la vicenda, che ho portato nelle istituzioni. Come ho spiegato, visti i pezzi che cadono già dal ponte, È SOLO UNA QUESTIONE DI FORTUNA se ad oggi non ci sono stati dei feriti.

E a noi non piace che si giochi d’azzardo con le VITE delle persone!
Viadotto Bisagno, residenti chiedono risarcimenti. Botto, M5s: “Avanti con revoca concessioni” fotogallery

Portofino, senatrice Botto: “Parco Nazionale per svolta green della regione”

Portofino, senatrice Botto: “Parco Nazionale per svolta green della regione”

Elena Botto (M5S): “Il territorio di Portofino merita di avere il suo Parco Nazionale”

“Il territorio di Portofino merita di avere il suo Parco Nazionale. Un’area che non dovrà essere limitata all’attuale parco Regionale e non potrà essere soggetta ad una sperimentazione che darebbe al Parco poco tempo per avviarsi e dimostrare gli innegabili vantaggi di cui si gioverebbe il territorio”, dichiara in una nota stampa la senatrice ligure del M5S Elena Botto.

“L’esempio del Parco Nazionale delle Cinque Terre, che attrae ogni anno 3 milioni di visitatori, è un vicino esempio virtuoso da imitare e che potrebbe agire in sinergia con il territorio del nuovo parco di Portofino. Il terrorismo psicologico in atto da parte di alcune forze politiche sul territorio rischia di compromettere un’operazione e un’opportunità irripetibile e unica nel suo genere. Credo fermamente che su questo progetto la cittadinanza debba essere informata correttamente e coinvolta in quella che deve essere la pietra miliare di una svolta green all’interno della Regione”.

Tir sulla sopraelevata, dopo l’installazione dei dissuasori multe ridotte dell’80%

Tir sulla sopraelevata, dopo l’installazione dei dissuasori multe ridotte dell’80%

Così in una risposta del ministero delle Infrastrutture alla senatrice M5S Elena Botto

Genova. Tir, camion, pullman, autotreni, persino un trattore. Sulla sopraelevata di Genova, dove vige il divieto di transito per i veicoli di peso complessivo superiore alle 2,5 tonnellate, spesso – troppo spesso – passa di tutto.

Però secondo il ministero delle Infrastrutture i dissuasori fatti installare qualche mese dal Comune di Genova sembrano funzionare. E’ quanto emerge dai dati esposti dal ministro Paola De Micheli, in una risposta scritta a un’interrogazione della senatrice genovese, Elena Botto (M5S).

“Dal primo giugno al 31 agosto – scrive l’agenzia Dire riportando la risposta a palazzo Madama – sono stati accertati e sanzionati 33 transiti abusivi, a fronte dei 171 verbalizzati nei tre mesi antecedenti all’installazione dei dissuasori, con una percentuale di riduzione delle infrazioni superiore all’80 per cento”.

Incontro pubblico: I provvedimenti a sfondo sociale a tutela delle fasce più deboli

Incontro pubblico: I provvedimenti a sfondo sociale a tutela delle fasce più deboli

Cairo M.tte. “Fare chiarezza su provvedimenti importanti per i cittadini, soprattutto per le fasce più deboli”. Questo l’obiettivo dell’incontro pubblico che si è tenuto sabato 19 ottobre a Cairo Montenotte, presso la Soms “Giulio Cesare Abba”.

“Tante cose sono state dette e scritte su due provvedimenti importanti come il Reddito di cittadinanza e Quota 100. Tante altre ne stanno dicendo e ne diranno ancora sull’introduzione di un Salario Minimo Orario. Molta disinformazione e dati fantasiosi e privi di fondamento che vanno combattuti”, dichiara la capogruppo regionale Alice Salvatore, che è stata relatrice dell’incontro con la senatrice M5S Elena Botto e il senatore M5S e Presidente Commissione Bilancio Daniele Pesco.

“Il Movimento 5 Stelle ha organizzato l’incontro pubblico di sabato, per informare la cittadinanza su cosa sono e come funzionano questi provvedimenti a sfondo sociale a tutela delle fasce più deboli dei cittadini Italiani e per il rilancio dell’economia reale nel nostro paese”, continua Salvatore.

L’incontro ha offerto l’occasione per conoscere a fondo quali sono le modalità di accesso e i reali benefici dei provvedimenti varati dal Governo a tutela delle categorie dimenticate da anni. “Molti vogliono sminuire sistematicamente due provvedimenti totalmente a sfondo sociale con benefici legati a doveri civici, presenti già in quasi tutti i paesi Europei. La disinformazione si combatte con l’impegno di informare correttamente i cittadini: partecipa, informati e aiutaci a divulgare la verità!“, hanno dichiarato i portavoce pentastellati.

M5S: reddito di cittadinanza, quota 100 e salario minimo orario

M5S: reddito di cittadinanza, quota 100 e salario minimo orario

Genova / Cairo Montenotte | “Reddito di cittadinanza, quota 100 e salario minimo orario: cosa sono e come funzionano”. Sabato 19 ottobre, a partire dalle 17.00 presso la S.O.M.S. “Giulio Cesare Abbastanza” (in via Fratelli Francia) a Cairo Montenotte si terrà un incontro pubblico organizzato dal M5S.

Fare chiarezza su provvedimenti importanti per i cittadini, soprattutto per le fasce più deboli. Questo l’obiettivo dell’incontro pubblico che si terrà a Cairo Montenotte. Tante cose sono state dette e scritte su due provvedimenti importanti come il Reddito di cittadinanza e Quota 100. Tante altre ne stanno dicendo e ne diranno ancora sull’introduzione di un Salario Minimo Orario. Molta disinformazione e dati fantasiosi e privi di fondamento che vanno combattuti”, dichiara la capogruppo regionale Alice Salvatore, che sarà relatrice dell’incontro con la senatrice M5S Elena Botto e il senatore M5S e Presidente Commissione Bilancio Daniele Pesco.

“Il Movimento 5 Stelle organizza l’incontro pubblico di sabato, per informare la cittadinanza su cosa sono e come funzionano questi provvedimenti a sfondo sociale a tutela delle fasce più deboli dei cittadini Italiani e per il rilancio dell’economia reale nel nostro paese”, continua Salvatore. “Tutti i cittadini sono invitati a partecipare, è un incontro fatto per loro. Sarà l’occasione per conoscere a fondo quali sono le modalità di accesso e i reali benefici dei provvedimenti varati dal Governo a tutela delle categorie dimenticate da anni. Molti vogliono sminuire sistematicamente due provvedimenti totalmente a sfondo sociale con benefici legati a doveri civici, presenti già in quasi tutti i paesi Europei. La disinformazione si combatte con l’impegno di informare correttamente i cittadini: partecipa, informati e aiutaci a divulgare la verità!”, dichiarano i portavoce pentastellati.

Fonte: www.albengacorsara.it/

Micciché, senatori M5S al ministro Spadafora: “Elezione irregolare, Lega da commissariare”

Micciché, senatori M5S al ministro Spadafora: “Elezione irregolare, Lega da commissariare”

Otto senatori del M5S hanno presentato un’interrogazione al ministro per lo Sport e le Politiche giovanili, Spadafora. Evidenziano il conflitto di interesse di Micciché, presidente di Banca Imi e membro del CdA di RCS in quota Cairo. Sottolineano le procedure irrituali con cui è stato eletto e l’effetto della trattativa attuale per i diritti tv della Serie A.

L’elezione di Gaetano Micciché a presidente della Lega Calcio si trasforma in un caso politico. Otto senatori del Movimento 5 Stelle, guidati dal presidente onorario di ADUSBEF Elio Lannutti, hanno presentato un’interrogazione al ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora. Al centro il conflitto di interessi di Micciché, le procedure per la sua elezione il 19 marzo 2018 finite sotto indagine della Procura Federale, la partita in corso per l’assegnazione dei diritti televisivi della Serie A. Coinvolgono anche il presidente del CONI, Giovanni Malagò, che in quanto commissario all’epoca presiedeva l’assemblea di Lega che ha eletto Micciché, peraltro sponsorizzato dallo stesso Malagò. E chiedono un nuovo commissariamento dell’organizzazione.

Le domande dei senatori
I senatori tracciano subito nell’interrogazione al ministro un collegamento tra l’elezione di Micciché e la trattativa per la cessione dei diritti televisivi della Serie A per il periodo 2021-2024 con la relativa contrapposizione tra Sky e Mediapro, il colosso spagnolo intenzionato a creare il canale ufficiale della Lega. I firmatari chiedono se “l’elezione per acclamazione di Gaetano Micciché sostenuto da Agnelli, Cairo e Malagò, nonostante ci volesse il voto segreto, nella guerra tra bande dei presidenti di Serie A, la cui battaglia finale riguarderà la vendita dei diritti Tv per il triennio 2021-2024 (…) non abbia rappresentato l’ennesima gravissima violazione di qualsiasi regola basilare in un settore finanziato in gran parte dai fondi pubblici, che dovrebbe rappresentare l’esempio di correttezza, lealtà, trasparenza, onestà, i cui valori e principi sarebbero stati ripetutamente traditi dalla gestione poco “sportiva” di Giovanni Malagò”.

I firmatari mettono anche in discussione la stessa figura di Micciché, non tanto nella qualità di componente del CDA di RCS in quota Urbano Cairo, presidente anche del Torino.Come abbiamo precedentemente sottolineato, era stata approvata per quanto in maniera frettolosa e non ortodossa una modifica allo statuto che consentiva l’elezione di un presidente non indipendente in caso di accordo unanime tra le società. Anche se, scrivono i senatori M5S, la modifica era stata approvata ma non ratificata dalla federazione e questo porterebbe a definire “un difetto del requisito di indipendenza”.

L’aspetto controverso, scrivono i firmatari, riguarda il suo incarico di presidente di Banca Imi. L’elezione di Micciché, si chiedono, come “rappresentante dei presidenti delle squadre di calcio di Serie A, molti dei quali debitori della stessa Banca Imi, non rappresent(a) un gigantesco conflitto di interessi”?

Di conseguenza, invocano l’intervento del ministro perché avvii “accertamenti per appurare se vi siano state anomalie e se tuttora sussista un conflitto di interesse che avrebbero dovuto precludere la candidatura di Micciché a presidente della Lega”. Infine, chiedono chiarimenti su “quali misure urgenti si intendano attivare per ripristinare trasparenza, legalità e rispetto delle regole; e se non si ritenga doveroso, alla luce dei fatti e ripetuti misfatti della discutibile gestione di Malagò, l’inevitabile commissariamento per offrire allo sport italiano un segnale di
cambiamento”.

Caso Micciché, chi sono i firmatari
L’interrogazione è firmata da un gruppo di senatori del Movimento 5 Stelle. Il primo nome è quello di Elio Lannutti, presidente onorario dell’ADUSBEF, associazione a difesa dei consumatori e degli utenti specializzata nel settore bancario. Lannutti ha denunciato scandali finanziari (Parmalat, Cirio, Lehman Brothers) e a gennaio ha fatto scalpore rilanciando su twitter il post di un sito complottista e antisemita in cui si faceva riferimento ai Protocolli dei Savi di Sion, uno dei più celebri falsi storici.

Con lui, si sono rivolti al ministro per le politiche giovanili e lo sport Mauro Coltorti, geomorfologo che al momento dell’elezione era Presidente Commissione internazionale cronologia e stratigrafia dell’International union quaternary science, la genovese Elena Botto, il riminese Marco Croatti (membri della commissione permanente su industria, commercio, turismo), la vicepresidente della commissione Difesa Daniela Donno; Emma Pavanelli, Raffaele Mautone; Cinzia Leone, vicepresidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio.

I dubbi e le ombre sull’elezione di Micciché
I firmatari ricostruiscono le fasi della vicenda e le ombre sull’elezione del presidente della Lega. Un’elezione oggetto di un’indagine della Procura Federale, che interviene dopo le rivelazioni del sito “Business Insider” che pubblica il verbale dell’assemblea e spiega la modifica in extremis dello statuto che ha permesso la sua candidatura. Si aggiunge una frase ad hoc: “Con riferimento alla sola figura del presidente, l’assemblea, con voto unanime, può eleggere un presidente che, in virtù di incarichi di rappresentanza e/o amministrazione ricoperti in un’istituzione privata di rilevanza nazionale abbia rapporti con le società associate, e/o con gli azionisti di riferimento e le controllate delle società associate, e/o con il gruppo di appartenenza delle società associate, e/o con altra lega professionistica”.

Micciché si può candidare. Sul suo nome, le società avevano già trovato due settimane prima un informale accordo unanime. Andrea Agnelli “propone di procedere all’elezione per acclamazione”, il giudice sportivo presente obietta: si vota, come da regolamento, a scrutinio segreto. Poi Baldissoni della Roma, e via via tutti gli altri rappresentanti delle 20 squadre di A, comunicano palesemente il sostegno all’elezione di Micciché. Malagò lo dichiara eletto per acclamazione e non fa scrutinare i voti nell’urna.

Nessuna delle società ha presentato ricorso nei tempi previsti. Oggi, però, i presidenti si dividono, ha scritto Paolo Ziliani sul Fatto quotidiano, sui diritti tv: Lotito e Preziosi sarebbero favorevoli all’accordo con Mediapro, Agnelli e Cairo spingerebbero per vendere a Sky. Tuttavia, l’assemblea della Lega ha valutato positivamente l’ipotesi di realizzazione del canale ufficiale. Se dovesse essere definitivamente approvata, Micciché sarebbe “presidente di una Lega che ha un suo canale e contestualmente membro del Cda di un gruppo editoriale”. Un conflitto di competenze che in momenti come questo, e in un calcio come quello italiano che dipende in maniera determinante dalle risorse generate dalle tv, non può che far riflettere.

Fonte: Fan Page Calcio